Evil - V. E. Schwab

 EVIL

- V. E. Schwab -

Recensione di Mysticmoon
 
Tit
olo: Evil
Autrice: V. E. Schwab
Traduttrici: Natalia Amatulli e Carla Decaro
Serie: Villains #1
Genere: fantascienza
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 408
ISBN: 9788822735782

Sarò onesta: dopo aver letto l'ultimo volume della trilogia Shades of magic e memore di quella mezza delusione che fu Questo canto selvaggio (di cui mai arriverà la recensione perché lui ha trovato casa altrove ed io ho deciso di non concludere la dilogia) il mio desiderio di riavvicinarmi a Victoria Schwab era pari a quella di andare a fare il bagno in una vasca di squali.
Eppure io Vicious (permettetemi almeno una volta di chiamarlo con il suo nome originale, poi lo definirò solo con il nome appioppatogli in Italia) volevo leggerlo perché è sempre stato il libro dell'autrice verso il quale provavo maggiore interesse, così mi sono detta che uno sforzo potevo farlo e, nel peggiore dei casi, avrei avuto un nuovo libro da portare all'usato.
Sono abbastanza sicura che sia stato questa mancanza di entusiasmo a permettermi di apprezzare Evil.

La storia narrata è quella dello scontro finale di Eli Cardale e Victor Vale, due uomini che dieci anni prima, quando erano degli ambiziosi studenti dell'università di Merit, hanno fatto ricerche sugli EO, ossia le persone che hanno sviluppato capacità straordinarie.

Chi ha letto la recensione di Dark (che vi lascio linkata qui nel caso siate interessati) forse ricorderà che la delusione per quel romanzo, che trovai dalle premesse molto interessanti e dalla realizzazione molto al di sotto di quelle aspettative, scatenò un delirio su degli unicorni che si rivelavano pony; anche oggi parlerò di equini.😆
Evil non sarà un cavallo da corsa come Seabiscuit e neppure un trottatore da trofeo come Varenne, ma non è affatto un pessimo equino;
se dovessi paragonarlo a un cavallo, per me Evil si avvicinerebbe alla mia idea di Gondrano ossia un cavallo da tiro, di quelli dai grandi zoccoli e il garrese di tutto rispetto che ispirano sicurezza in quanto strutturalmente solidi e dal carattere mite.
La bellezza di questo romanzo sta nella costruzione di storia e personaggi più che nel suo nucleo centrale, ossia questo confronto finale.
La Schwab ha costruito questo romanzo in un modo molto intelligente: si entra nel vivo immediatamente con il punto di vista di Victor, dal quale trasuda la sua immensa sete di vendetta, e un indicatore temporale che comunica al lettore che deve prepararsi ad un giorno in particolare... Per poi iniziare a saltare tra presente e passato sia dei due protagonisti (anche se a mio avviso il vero protagonista è uno solo) sia dei personaggi principali che man mano entrano in scena, dando modo al lettore di conoscere ciò che ha portato tutti loro a quel punto prima di dare inizio allo scontro.

Riguardo ai personaggi di questa storia, non ho problemi ad affermare che io ho percepito come protagonista esclusivamente Victor. Sarà perché era necessario che vi fosse una preponderanza della sua presenza all'interno della storia, sarà perché è più approfondito ed interessante di Eli, ma Victor è l'unico dei due personaggi centrali che mi sento di definire protagonista di questa storia.
A causa di questo "effetto alone" ho notato ben poco gli altri personaggi, con particolare "disattenzione" nei confronti di Eli, che è sì un personaggio ben delineato ma non mi ha particolarmente affascinata.

Concludo la recensione comunicandovi che, per quanto questo romanzo faccia parte di una serie, non troverete recensioni del volume successivo per due motivi.
Innanzitutto la mia decisione è dovuta all'esperienza: di idee stirate all'inverosimile pur di continuare a mungere una determinata mucca ne ho lette a bizzeffe e molto raramente queste operazioni mi sono piaciute, quindi ho deciso di considerare questo romanzo autoconclusivo, come mi pare fosse nelle intenzioni dell'autrice prima che i fan iniziassero a chiedere altro su questi personaggi.
In seconda battuta, semplicemente, sono rimasta scottata dalla Schwab ed ho paura che la buona impressione lasciata da questo romanzo possa essere offuscata dalla lettura di un secondo volume non altrettanto piacevole; se leggerò altro di suo quasi sicuramente non sarà Vengeful e probabilmente ciò non avverrà a breve.

 

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