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Botta e risposta #9 - La battaglia delle tre corone di Giorgia Wasp

                                                      Botta e Risposta # 9

La Battaglia delle tre corone
di Giorgia Wasp

Dato che potrebbe capitare (come in questo caso) di leggere lo stesso libro, abbiamo deciso di inaugurare una nuova rubrica a cadenza casuale in cui viene data la possibilità  di commentare sia il libro letto in precedenza da un'altra blogger che la recensione da lei fatta (vi lascio immaginare i diverbi che ci saranno...)
Oggi Giorgia Wasp vi parlerà delle sue impressioni riguardo il romanzo La battaglia delle tre corone di Kendare Blake, precedentemente recensito da Mistycmoon (la recensione originale si trova qui).


Acquistai questo libro diversi anni fa per poi semplicemente posarlo nella mia libreria dei libri da leggere a prendere polvere (si, avete capito bene ho una libreria di libri acquistati e mai letti perché sono una compratrice di libri compulsiva, mea culpa), dopo tale premessa finalmente ho preso in mano questo fantasy, specifico finalmente perché mi sono realmente appassionata alla storia di queste tre sorelle: Mirabella, Katherine e Arsione. Come ha specificato Mistycmoon questo primo libro è una grande premessa alla battaglia che le coinvolgerà le protagoniste dopo la festa di Beltane. Devo  ammettere che questa è una bellissima premessa, ho adorato leggere le storie di queste tre ragazze e dei personaggi che le circondano, come le loro storie si sono incrociate per volere del destino, come ogni sorella venga descritta dal popolo in maniera completamente diversa da come è realmente. Ho adorato la fragilità e al contempo la forza di questo trio, e come specificato da Mistycmoon l'autrice è stata molto brava a dare spazio a tutti e tre i mondi non permettendo al lettore di scegliere tra una delle tre regine. Ciò nonostante ho apprezzato particolarmente un personaggio secondario ovvero Jules per la sua lealtà nei confronti della regina; nonostante lei sia la naturalista più forte del suo tempo durante il romanzo non farà mai sfoggio dei suoi poteri a discapito della regina malcapitata. 
Il finale del romanzo lascia il lettore a bocca aperta, ti costringe ad andare immediatamente in libreria per comprare il secondo volume, per cui entusiasta di ciò ho immediatamente chiamato Mistycmoon che, come al suo solito, ha infranto i miei più sinceri sogni.... mi ha confermato che questo libro fa parte di una serie di romanzi interrotti. In italia sono stati ad oggi pubblicati solo i primi due volumi invece che dei quattro di cui è composta la serie, ciò che mi ha leggermente risollevato il morale è stata l'assicurazione di Mistycmoon che ha garantito, ripeto garantito perché in caso di menzogna subirà la mia furia, che il secondo volume ha un finale che potrebbe, per certi versi, essere ritenuto conclusivo. 
Non ci resta che leggere il secondo romanzo per tornare sull'isola di Fennbirn ed assistere alla battaglia.
 

 


Four & Ever - Recensione di Giorgia Wasp

Four & Ever - B.B. Reid

Recensione di Giorgia Wasp



Titolo: Four & Ever
Autore: B.B. Reid
Genere: Romance
Serie: Love RIvals in Blackwood Keep 1° volume
Editore: Always publishing
Pagine: 568 pagine
Isbn: 9788885603479


Sradicata dalla propria vita, Four si trova improvvisamente catapultata a Blackwood Keep, costretta a seguire sua madre nel proprio idillio amoroso.
 
Quella mattina, Gruff mi aveva trovata in sella alla sua Honda cb400f Cafe Racer 1975, a piangere fiumi di lacrime con le tasche piene di denaro, perché non riuscivo a trovare il coraggio di scappare.
 
A complicare ulteriormente la sua vita, oltre alla madre, ci sarà anche Ever, figlio del nuovo compagno della madre che farà di tutto per allontanarla.

Premetto che ho letto questo romanzo in due giorni, sono letteralmente rimasta incollata alle pagine del libro.
Ho apprezzato la trama molto veloce, la scorrevolezza della lettura e i continui colpi di scena che mi portavano a ripetermi "ancora un capitolo, cosa vuoi che sia" facendo sì che andassi a dormire alle tre. 
Ho adorato tutti i personaggi, sono stati tutti ben costruiti con la consapevolezza che nei prossimi volumi ognuno di loro avrà lo spazio sufficiente per farsi conoscere meglio, nonostante già in questo primo romanzo ne siano state tratteggiate le basi. 
Four, la protagonista, senza padre, ha trovato in Gruff la figura paterna, grazie a lui ha imparato le basi della meccanica e a guidare le moto. Ho adorato il suo carattere ribelle e forte necessario per sopravvivere alla consapevolezza di non essere state volute. 
Ever, il protagonista, maschera la sua sofferenza dietro ad una fredda ipocrisia. Dall'esterno sembrerebbe un ragazzo a cui non importa di niente e nessuno, nonostante dentro sanguini per ii tradimento subito.
L'autrice è riuscita a creare una storia d'amore non banale; nonostante questa segua il filone romance che normalmente ricalca una trama ben precisa, è riuscita a dare una propria impronta alla storia inserendo vissuti emotivi che hanno caratterizzato i personaggi rendendoli reali, ovvero più vicini al lettore. 
Ho adorato il finale in quanto girata l'ultima pagina e non trovando un ulteriore capitolo sono rimasta basita (sempre positivamente) perché questo ha significato che ero pronta a leggere ancora molte pagine della storia di Four e Ever.
Mi consolo sapendo che li rivedrò nei prossimi libri. 
Mi è piaciuto molto come l'autrice sia riuscita ad inserire nella storia diversi indizi circa il passato dei protagonisti che mi hanno piacevolmente incuriosito, oltre ai diversi interrogativi che dovranno essere svelati.
Non resta che leggere successivi volumi. 
 




L'enigma della camera 622 - Recensione di Giorgia Wasp


L’enigma della camera 622 – Joel Dicker
      Recensione di Giorgia Wasp



Titolo: L’enigma della camera 622
Autore: Joel Dicker
Traduttrice: Milena Zemira Ciccimarra
Genere: giallo
Editore:  La nave di Teseo
Pagine: 632
Isbn: 9788834602249


Durante il Gran Weekend della banca Ebezner, al Palace de Verbier verrà commesso un omicidio nella stanza 622.
Quindici anni dopo uno scrittore si ritroverà suo malgrado a dover risolvere questo enigma.

La vita è un romanzo di cui già si conosce la fine: il protagonista muore.  La cosa più importante, in fondo, non è come va a finire, ma in che modo riempiamo le pagine. Perché la vita, come un romanzo, deve essere un’avventura. E le avventure sono le vacanze della vita.

Sono titubante per natura rispetto ai romanzi successivi di un autore quando ne ho già adorato uno, come nel caso di La verità sul caso Harry Quebert (di cui potete trovare la recensione qui).
Beh, devo ammettere che mi sbagliavo, questo libro è stata un’autentica scoperta.
La narrazione è un continuo rincorrersi di storie parallele che legano i personaggi; la bravura dell’autore è il riuscire a immergersi nei vari personaggi in prima persona dando alla storia la possibilità di evolversi su più livelli di narrazione.
Nonostante ciò la lettura scorre velocemente immergendo il lettore nelle storie di Lev, Macaire e Anastasia.
Lev Levovitch dalle umili origini riesce, grazie alla sua intelligenza, a raggiungere i vertici della banca Ebenzer ma nonostante ciò perde l’amore della sua vita.
Macaire erede degli Ebenzer è il personaggio che mi ha intenerito maggiormente, una persona buona che non ha mai dovuto lottare per ottenere qualcosa ma che decide di rinunciare alla propria carica per amore per poi far di tutto per riappropriarsi di ciò che gli apparteneva di diritto.
Anastasia, succube della madre e dei suoi progetti per ottenere una posizione sociale per le figlie, finisce per accontentarsi di un matrimonio comodo.
La parte che ho maggiormente adorato del romanzo è stato scoprire che lo scrittore, protagonista delle indagini del libro era proprio Joel Dicker; ho adorato il suo seppur breve ma affascinante racconto della sua vita e di come, attraverso la conoscenza di Bernard sia divenuto lo scrittore che è oggi.
Queste piccole rivelazioni sparse per tutto il romanzo mi hanno entusiasmata e credo che sia riuscito a ringraziare il suo vecchio editore come solo uno scrittore di successo può fare, rendendolo immortale in un romanzo.





Una morte perfetta - Recensione di Giorgia Wasp


Una morte perfetta – Angela Marsons
Recensione di Giorgia Wasp

Titolo: Una morte perfetta
Autore: Giorgia Wasp
Genere: Thriller
Editore:  Newton Compton
Pagine: 376
Isbn: 9788822721235


La squadra della detective Kim Stone viene inviata al laboratorio di Westerley soprannominato la fattoria per cadaveri; qui vengono studiati i vari stadi di decomposizione dei corpi a contatto con gli agenti atmosferici e con gli insetti.
Peccato che tra questi cadaveri venga rinvenuto un nuovo corpo che non appartiene al laboratorio. Il detective Stone vuole indagare a fondo sul caso per capire quale furia omicida possa aver portato una persona ad uccidere brutalmente una donna.

Non se ne sono mai andate, mamma. Ogni volta che chiudo gli occhi, le vedo. Ogni volta che mi ritrovo circondato dal silenzio, ritornano. Ogni volta che mi stendo per dormire, sono lì.
Ed è stato QUEL GIORNO che ho iniziato a odiarti, mamma. Per aver fatto di me un fottuto fenomeno da baraccone.

Ogni persona ha dei segreti, ogni persona nasconde qualcosa che ha determinato la sua vita e che lo ha portato ad essere ciò che è oggi.
Questo libro parla di scelte, racconta di come le persone scelgano strade diverse volte ad affrontare i propri mostri perché sì ragazzi, ognuno ha qualche mostro dentro l’armadio pronto a sbranarlo.
Ho trovato veramente tanti spunti di riflessione durante le indagini condotte da Kim Stone, che con la sua tenacia e pazienza è riuscita a risolvere un caso davvero difficile.
Devo ammettere un’altra volta di aver iniziato a leggere questo libro senza prima informarmi circa l’autrice e le sue pubblicazioni (diciamoci la verità ci sarà qualcun altro che come me ama prendere libri a caso, ispirandosi al momento, e poi vedere cosa gli riserva la lettura.)  e di conseguenza solo alla fine della lettura sono venuta a conoscenza che la Marsons ha scritto altri tre libri sull’ispettore Kim Stone … quindi come al solito ho iniziato una serie partendo dall’ultimo. Sorvolando questo piccolo dettaglio, anche se durante la lettura del libro mi era venuto qualche piccolo sospetto relativamente alla presenza di altri libri della stessa serie, essendo riportati alcuni riferimenti di indagini precedenti e il fatto che i  personaggi non vengano presentati come sarebbe consono, il libro può essere letto anche senza conoscere gli altri in quanto la vicenda è autoconclusiva.
Mi sono persa completamente nella lettura di questo thriller, ho apprezzato le descrizioni particolareggiate delle varie procedure utilizzate dalla polizia nel corso delle indagini, queste permettono al lettore di sentirsi parte integrante del romanzo e di comprenderne pienamente lo svolgimento.
I personaggi, come ripeto, non sono descritti alla perfezione in quanto l’autrice dà per scontato che i suoi lettori già li conoscano, ma devo dire che nonostante la lacuna sono riuscita ad entrare in sintonia con Kim, la protagonista. Anche lei, con i suoi modi bruschi e la sua rigidità, cela dei segreti che non le permettono di essere pienamente se stessa, e durante il racconto verranno a galla permettendo al lettore di sentirsi ancora più legato al personaggio.
Mi è piaciuto particolarmente l’affiatamento del gruppo di lavoro dei detective. Un episodio in particolare mi ha piacevolmente colpita, senza fare spoiler, un rimprovero ha portato ad un mutamento in un membro del gruppo, mentre molte volte (nel mondo reale) questo sarebbe stato causa di attrito e conflitto. Mi ha particolarmente colpito in quanto questo può verificarsi, secondo la sottoscritta, solo quando si condivide un rispetto reciproco con i propri colleghi, cosa molto difficile da trovarsi. 
Altro tema trattato è sicuramente quello della diversità che affligge i vari personaggi (diversità non sempre positiva, in quanto spesso ci si convince che essere diverso significa distinguersi dalla massa ma chi soffre di patologie che lo portano a differenziarsi sa quanto la massa possa rivelarsi una calda coperta in un giorno di pioggia, mentre la diversità porta alla solitudine), infatti ognuno di loro è stato un emarginato ma proprio questa loro condizione li ha portati ad essere , nel bene e nel male, le persone che sono oggi. Chi ha scelto la strada della vendetta chi quella del perdono.


Botta e Risposta #4 - Magic di Giorgia Wasp


Botta e Risposta # 4
Magic – di Girogia Wasp


Dato che potrebbe capitare (come in questo caso) di leggere lo stesso libro, abbiamo deciso di inaugurare una nuova rubrica a cadenza casuale in cui viene data la possibilità  di commentare sia il libro letto in precedenza da un'altra blogger che la recensione da lei fatta… (vi lascio immaginare i diverbi che ci saranno)
Oggi vorrei parlarvi di  Magic recensione precedentemente scritta dalla nostra Mysticmoon. (CLICCA QUI)



Sinceramente ho voluto leggere questo libro per curiosità, un romnzo in grado di far scrivere una recensione così appassionata a Mysticmoon merita secondo i miei canoni almeno di essere comprato. 
Mi è piaciuta l’articolazione di un mondo incantato in cui esistono contemporaneamente, ma su diversi livelli paralleli, differenti sfaccettature della medesima Londra. Il libro è interamente pervaso dalla legge del contrappasso che regola l’uso della magia, ovvero ogni incantesimo che viene generato comporta un dispendio di energie direttamente proporzionale alla forza dello stesso.

Alcuni credevano che la magia venisse dalla mente, altri dall’anima, dal cuore, o dalla volontà.
Ma Kell sapeva che veniva dal sangue.
Il sangue era magia allo stato puro. Lì prosperava. E lì disperdeva il proprio veleno.

Ha ragione Mysticmoon quando dice che il romanzo non ha un inizio pirotecnico, ovvero l’autrice dedica molto tempo a spiegare la caratterizzazione del mondo e la contrapposizione tra le varie Londre, ma proprio questo mi ha fatto maggiormente apprezzare il libro in quanto non ci sono state nel corso dell’opera delle défaillance che in altri romanzi mi hanno portato a dire “ma come?! Non poteva usare questo o quello?”. Qui tutto è perfettamente lineare, l’autrice non lascia nulla al caso o all’impulsività del momento e questo non fa altro che esaltare la sua bravura.
Per quanto riguarda i personaggi anche questi sono magistralmente descritti, dove piccoli e semplici dettagli danno spessore alla loro caratterizzazione. Mi è piaciuto particolarmente un piccolo indizio che l’autrice ha buttato in mezzo al romanzo e che non vedo l’ora di approfondirlo con il secondo capitolo della serie; infatti una semplice frase ha catturato la mia attenzione tanto da tenermi incollata fino alla fine della narrazione per capire se un pensiero che mi turbinava in mente potesse rivelarsi giusto. Tengo a precisare che l’autrice essendo, appunto, molto brava ha evitato, secondo me, di mettere troppa carne sul fuoco e magistralmente ha riservato altre sorprese per il seguito.
Ho adorato Lila: lei umana ha combattuto, contro persone dotate di poteri straordinari, armata solo dalla proprio testardaggine.

E per un secondo, solo per un secondo, lei non si allontanò, non minacciò di pugnalarlo. Per un secondo, solo per un secondo, anche lei lo abbracciò.
«Ma cosa sei?», le chiese, stupefatto.
Lila si limitò a scrollare le spalle. «Testarda».

Anche i personaggi secondari sono ben costruiti, uno in particolare, tanto da riuscire a figurarseli.
Ho adorato viaggiare tra le diverse Londre e figurarmele in base ai colori e al profumo sprigionato dalla magia.
Cosa mi è piaciuto di più di questo romanzo ??? Sicuramente il cappotto XD

«La morte viene per tutti», disse semplicemente. «Non ho paura di morire. Ma ho paura di morire qui.» Con un gesto della mano passò in rassegna stanza, taverna e città». «Preferirei morire mentre vivo un’avventura che vivere restando immobile».

Millennials - Recensione di Giorgia Wasp


Millennials – La Buoncostume
Recensione di Giorgia Wasp



Titolo: Millennials, Il mondo nuovo
Autore: La Buoncostume
Genere: Fantascienza
Editore:  Mondadori
Pagine: 464
Isbn: 9788804702238


Il 3 Maggio 2019 ogni persona con un età superiore a 17 anni e mezzo rimane bloccata nell’azione che stava compiendo.
I Millennials sono finalmente soli e senza vincoli. Cosa succederà a questa nuova generazione?

Il loro potere deriva dalla conoscenza, e tutta la conoscenza che avevano faticosamente accumulato in quattro anni di mondo nuovo sarebbe svanita in un istante quando i veri scienziati, i veri medici, i veri ingegneri fossero tornati coscienti.

La Buoncostume ha sicuramente il pregio di aver saputo descrivere in maniera veritiera il comportamento dei ragazzi.
Il libro utilizza un linguaggio peculiare che caratterizza il gergo delle nuove generazioni, leggendo devo dire che di fronte ad alcuni termini sono rimasta basita non sapendone indentificare il significato ma potendolo immaginare grazie alla sua contestualizzazione.
I millennials restano soli dopo che gli adulti (da loro chiamati adu) sono stati “frizzati” ovvero bloccati. L’organizzazione che ne deriva è sicuramente primitiva; tutte le vecchie conoscenze vengono a mancare tranne quelle tecnologiche;  i ragazzi riescono, contro ogni mio pronostico, a creare una rete per lo scambio di conoscenze denominata il SYN la quale viene governata da una moneta virtuale chiamata SYYN. Questa struttura di conoscenze virtuali viene controllata dagli “Admin”, gli amministratori che vengono scelti in base al contributo scientifico che riescono a dare nella rete.
Per quanto riguarda l’organizzazione sociale dei Millennials questa è meno eterogenea: ci sono coloro che hanno deciso di vivere in comunità democratiche (come quelli dell’Eucalipto) dove le decisioni vengono prese attraverso delle assemblee, chi ha deciso di vivere in comunità sotto in controllo dittatoriale di pochi (Trezzo sotto il controllo dei CSK), oppure chi ha deciso di organizzarsi in una “squadra” nomade (normalmente composta massimo da 6/12 persone) che utilizza la forza per prendere ciò di cui hanno bisogno.
La narrazione del romanzo è in terza persona (cosa che apprezzo molto) e ricalca le vicende di diversi personaggi, ogni capitolo infatti è denominato dal nome di quel protagonista che ci accompagnerà nella vicenda. È stato molto interessante capire come le diverse storie potessero tra loro intrecciarsi ed amalgamarsi le une alle altre.
I protagonisti del romanzo sono vari ma tutti ben caratterizzati, ognuno di loro presenta delle peculiarità che li rendono unici e necessari.
Ciò che mi ha maggiormente fatto riflettere è stata la promiscuità sessuale che viene descritta nel libro,  ovvero una volta cadute le istituzioni le diversità vengono a mancare. Nel libro maschio e femmina perdono di significato, nessuno è additato o bullizzato per scelte sessuali “diverse”, anzi la normalità è proprio la non-differenza.
Nonostante alcune lacune, la vicenda dei Bloccati è stata ben costruita, anche se rimangono oscure le vicende che hanno determinato questo fenomeno così come il perché siano stati interessati solo le persone con un’ età particolare e non tutta la popolazione mondiale. A tal proposito spero in un seguito che sia in grado di determinare il perché di questo fenomeno e che spieghi se in un futuro, più o meno prossimo, vi sia la possibilità che possa nuovamente verificarsi.
Anche il finale è stato un bel colpo di scena; quando tutto sembrava perduto improvvisamente è arrivata la luce.

Il ponte illusorio - Recensione di Giorgia Wasp


Il ponte illusorio – Myriam Benothman
Recensione di Giorgia Wasp



Titolo: Il ponte illusorio
Autore: Myriam Benothman
Genere: fantasy
Serie: 1° volume della serie “Dream Hunters”
Editore:  Astro edizioni
Pagine: 307
Isbn: 9788899768232


Sophie ama le fiabe classiche, passione che la univa alla madre ormai defunta. Improvvisamente un giorno inizia a sognare in maniera molto vivida una di queste storie.

«Vedo in sogno i personaggi del mondo incantato, di continuo. Quando mi sveglio la realtà sembra diversa».

E se le più famose fiabe della storia fossero vere?


Ho letto questo libro per curiosità, sono sempre stata molto affascinata dalla rivisitazioni delle fiabe, pensate invece la mia sorpresa quando al posto della solita vecchia fiaba mi sono imbattuta in tutte queste insieme.
È stato esilarante vedere come le fiabe potessero mischiarsi tra di loro per dar vita ad un nuovo romanzo, come le vicende potessero intrecciarsi e creare una sorta di confusione tra i personaggi.

«Ricapitoliamo», suggerì Alexander, facendo qualche passo in avanti. «Abbiamo una principessa addormentata e sette nani apprensivi che vogliono accasarla a tutti i costi, un’altra principessa e il suo castello congelati nel sonno e un principe prigioniero per uno sfortunato scambio di identità. A ciò si aggiunge una seconda, forse terza strega e una principessa del mare le cui gambe hanno una data di scadenza?».

La trama risulta molto originale tanto da destare lo stupore di un’amante delle favole, mai scontata e banale, infatti non ricalca i vecchi cliché delle favole ma anzi le rende più umane, senza l’aiuto di Sophie, la protagonista, queste non si sarebbero mai concluse e nessun personaggio avrebbe avuto il suo “ e vissero per sempre felici e contenti”.
Ma le sorprese del romanzo non finiscono qui, se infatti la prima parte del libro si concentra sulle fiabe classiche, la seconda parte è interamente incentrata su una nuova storia ovvero quella di Sophie, Alexander e Belisma (protagonista, principe e l’immancabile strega cattiva).
L’ambientazione del romanzo mi ha affascinato, i luoghi che da piccole abbiamo sempre immaginato sono tornati prorompenti nella penna della scrittrice, dove magiche cascate, vecchi castelli stregati, fate madrine svampite e improbabili principi hanno accompagnato la storia rendendola avvincente e allo stesso tempo simpatica ed esilarante.

«Biancaneve non sa come si chiama l’uomo con cui trascorrerà il resto della vita e Ferdinand è riuscito solo a farsi catturare e a rompersi un braccio. È questo che intendi per lieto fine?»

I protagonisti sono stati caratterizzati molto bene, non ricalcando i contorni di alcun personaggio fiabesco: Sophie, sognatrice di natura pronta ad aiutare il prossimo per consentire a tutti di avere il proprio lieto fine, Alexander invece razionale e intransigente che non crede nell’amore a prima vista, ma disposto ad aiutare qualunque persona (principessa e non) bisognosa d’aiuto.
Il finale?! Sconvolgente, non vedo l’ora di leggere il secondo XD

Alla mia Sophie,
La chiave di un regno ricco di incanti e malefici,
saprà guidarti quando ogni luce sarà spenta
e le tenebre avvolgeranno il tuo cuore.